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Acidità

Acidità Pensavo che l’invito al  matrimonio fosse un segnale di pace, invece niente, mia cugina mi ha segregato in una saletta cinque metri per cinque vicino alla porta della cucina; sono seduta  con una decina  di persone che non conosco. Pensavo mi mettesse insieme ai nostri parenti del sud.  Tutti gli altri invitati sono nella sala principale, addobbata con fiori e nastri . Si sentono le urla e le risa, mentre noi ci guardiamo  silenziosi e imbarazzati, annusandoci come i cani quando si incontrano per strada. Sono sempre andata d’accordo con mia cugina, anche se non ci si frequentava con regolarità. Lei ha fatto il giro del mondo fino ai ventisei anni, suo padre faceva l’ingegnere per una multinazionale e lo sbattevano da tutte le parti,  poi è tornata in Italia; quando mio zio è andato in pensione  è venuta ad abitare a trecento metri da casa mia. Ci si fermava a parlare del più e del meno, con circospezione, spostando l’asticella della ...

Sala d'aspetto

Un parcheggio! Incredibile. Maurizio trovò un posto proprio davanti alla palazzina dove aveva lo studio il suo medico; in via Veratti alle sei del pomeriggio era più facile trovare cinquanta euro per terra che un parcheggio libero. Mise un paio di euro nel parchimetro incrociando lo sguardo minaccioso di un ausiliario del traffico dai capelli brizzolati. Suonò il citofono, il portone si aprì immediatamente, prese l’ascensore, arrivò alla porta e aprì piano piano, implorando clemenza agli dei. L'ultima volta era scappato, lo studio era stracolmo. Il fatto di aver trovato parcheggio, secondo le sue teorie personali sulla fortuna, diminuiva sensibilmente la possibilità che ci potessero essere poche persone. Aperta la porta esultò con un “e allora!”. Non c'era nessuno. Si sedette felice e tranquillo. Anche il suo problema fisico adesso gli sembrava meno importante. Era andato dal medico perchè ultimamente quando mangiava tendeva a strozzarsi, il cibo si fermava in gola, aveva gua...